L'allenamento complementare oltre alla corsa

Inizio questo breve articolo con un interrogativo la cui risposta è fondamentale nella programmazione dell'allenamento: per correre siamo sicuri che sia sufficiente correre e basta? La risposta è no!
Cari runners, anzi trail runners, per correre non basta correre! Questo concetto acquisisce ulteriore valore quando è riferito alla preparazione per le corse su percorsi sterrati. Durante queste gare i muscoli preposti al mantenimento della postura lavorano molto di più rispetto alle gare su strada, dove magari il tracciato è pianeggiante e il terreno privo di asperità.
I terreni accidentati: sassi, fango, ghiaia, salite, discese ostacoli di varia natura, richiedono a tutti i muscoli del corpo una grande flessibilità. I muscoli che principalmente devono essere allenati per mantenere il corpo sempre in equilibrio sono prima di tutto i muscoli della zona definita universalmente core. Infatti sono proprio i muscoli delle zona centrale del corpo a coordinare tutti i movimenti e stabilizzare. Avere addominali e glutei flessibili e sensibili, in grado cioè di allungarsi e accorciarsi nelle svariate posizioni richieste dai vari tipi di movimenti significa essere in grado di gestire in modo ottimale anche l’azione degli arti inferiori. I runners, soprattutto quelli che corrono su terreni accidentati, devono svolgere esercitazioni di core training e di core stability per rendere flessibile e stabile la parte centrale del corpo dove convogliano tutte le catene cinetiche.
La corsa è la ricerca di equilibrio dinamico. Ogni volta che il piede prende contatto con il terreno o altra superficie, gli organi propriocettivi si attivano per mandare al cervello l’informazione di quello che sta accadendo. Il cervello risponde facendo appoggiare il piede e la gamba in un modo invece che in un altro. In pratica ad ogni passo l’equilibrio è estremamente instabile perché il corpo è sostenuto da un solo arto.
Il nostro obiettivo è quello di rendere efficace, ai fini della corsa, proprio il momento in cui il piede entra in contatto con una superficie, soprattutto se in condizioni di appoggio difficile. Quindi un runner deve pensare ad allenare non solo cosce e polpacci, ma anche muscoli dei piedi e glutei in situazioni di equilibrio instabile.
Le esercitazioni che non dovrebbero mai mancare nell’allenamento del podista sono quelle di ginnastica propriocettiva. Non solo, ma secondo l’esperienza supportata dagli studi di J. Weinech (2009), un runner dovrebbe abbinare l’allenamento per lo sviluppo delle forza degli arti inferiori a esercitazioni di propriocettività. Così facendo correre sarà ancora più divertente.

Fulvio Massini

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